Jobs Act: quali prospettive per l’occupazione giovanile?

Desidero riportare, di seguito, l’elenco di alcuni dei punti essenziali del nuovo progetto del segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, per poi concedermi un piccolo spazio di riflessione:

  1. taglio dell’IRAP del 10% finanziato dall’aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie;
  2. energia: ridurre il costo del 10% per le aziende attraverso un taglio degli incentivi interrompibili;
  3. assegno universale per chi perde il lavoro con obbligo di seguire un corso di formazione e di non rifiutare piu’ di una proposta di lavoro;
  4. eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico;
  5. obbligo di rendicontazione online per ogni voce dei denari utilizzati per la formazione professionale finanziata dal denaro pubblico;
  6. trasparenza: amministrazioni pubbliche, partiti e sindacati devono pubblicare on line ogni entrata ed uscita;
  7. presentazione entro otto mesi di un nuovo codice del lavoro;
  8. nuovi posti di lavoro per sette settori strategici: cultura, turismo, agricoltura, made in italy, green economy, nuovo welfare, edilizia/manifattura;
  9. agenzia unica federale che coordini i centri dell’impiego;
  10. legge sulla rappresentativita’ sindacale con rappresentanti eletti dai lavoratori nei consigli di amministrazione delle grandi aziende;
  11. riduzione delle varie forme contrattuali (attualmente oltre 40). Processo verso un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti;

giovanilavoroL’ultimo punto necessita di un doveroso e civico approfondimento. La situazione che stiamo vivendo in ambito lavorativo è alquanto critica e frutto di quella Riforma del Lavoro attuata con il D.Lgs n. 276/2003 (cd. Legge Biagi). Tale normativa di mero stampo neoliberista aveva tra i suoi punti essenziali quello centrale riguardante l’aumento della flessibilità dei contratti di lavoro, la maggior parte dei quali a tempo determinato (a titolo esemplificativo e non esaustivo contratti di somministrazione, di staff leasing, di lavoro intermittente, di job sharing, i lavori a progetto, etc.). Tante parole ridondanti ma nessuna sostanza, forme di contratto con nomi moderni accattivanti che dovevano portare, secondo qualche personaggio illustre, a creare milioni di posti di lavoro…  Oggi invece si traducono in un grosso bluff! In realtà queste forme di contratto hanno contribuito a favore alcune categorie datoriali e nel contempo creato precariato, che negli anni è andato aumentando, soprattutto nei giovani.

Un partito democratico, anzi, il Partito Democratico ha il dovere oggi di rivedere questa situazione e, senza tante tipologie contrattuali, ritrovare la possibilità di creare nuove forme di contratto che garantiscano un futuro stabile ai nostri ragazzi: loro sono il futuro dell’Italia! E’ utile e necessaria qualsiasi forma di intervento purchè si inizi a dare sicurezza al Paese, ai giovani ed al sistema economico nel complesso. Che sia il Jobs Act o altro a realizzare tutto ciò a nulla importa. Non è il nome del progetto, ma il risultato che ci sta a cuore.

Onofrio Procaccio

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Un commento

  1. davide gennari · · Rispondi

    la materia del diritto del lavoro e della flessibilità introdotta nel mercato con molte forme di lavoro flessibile deve essere oggetto di approfondimento e modifica per correggere l’uso che è stato fatto della flessibilità che ha portato ad approfittare di certe forme contrattuali per evitare assunzioni a tempo indeterminato. un dubbio è sorto a molti: il mercato del lavoro italiano attuale tutela molto i lavoratori che hanno un lavoro ( forse poco in certe situazioni ) ma pone ostacoli per entrare nel mondo del lavoro in quanto prima di essere assunti si passa spesso da assunzioni con formule flessibili ?

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