Cambiamento: uno splendido dovere

Matteo Renzi e Enrico Letta Firenze 08/06/2013Con riferimento agli avvenimenti di queste due ultime settimane, certamente quanto accaduto sembra una crisi legata a logiche di correnti, e dunque la prosecuzione di aggiustamenti post-congressuali più vicini alle usanze del periodo della cosiddetta prima repubblica (certamente non negativi semplicemente in quanto tali) più che l’aurora della terza repubblica . Tuttavia, personalmente propendo per una visione più positiva di quanto avvenuto e di quanto potrà avvenire con il contributo di ognuno di noi.

Sottolineo che tutti hanno ribadito l’appartenenza al Partito Democratico, anzi, proprio nello spirito di questa appartenenza, rivendicano la complessità e incomprensibilità apparente a prima e seconda vista di ciò che accade e muta rapidamente. Molti elementi di positività rispetto allo sfacelo delle elezioni del Presidente della Repubblica si sono visti: trasparenza, ascolto, collegialità nella decisione. La scommessa – spero compiuta con solide basi – sta nella necessità di rischiare, per il bene del paese e per cercare di togliere rapidamente il campo da riforme che verosimilmente troveranno ostacoli (riforma elettorale e abolizione delle province su tutte). La sfida è anche verso il rinnovamento dell’apparato burocratico, che ritengo essere il vero elemento zavorrante le riforme, molto più delle ritrosie dei parlamentari.

Altra scommessa è la battaglia per liberarsi dai vincoli invisibili ma mortiferi di gruppi di potere finanziario del tutto trasversali e a volte addirittura contigui alle nostre aree culturali, che pressano per condizionare la politica e che grande parte hanno avuto e hanno nella crisi attuale e nella difficoltà a riprenderci la capacità di gestire correttamente le vicende politiche. Di certo bisogna dare rapidamente risposte alle cittadine e cittadini che si aspettano riforme, alle imprese e alle lavoratrici e lavoratori che vogliono certezze sul presente e garanzie sul futuro economico, familiare e imprenditoriale, ai giovani che desiderano un paese normale da cui non scappare e alle categorie deboli che vogliono trovare ascolto a domande senza voce, ma a cui un partito legato al territorio e vicino ai meno privilegiati deve avere il coraggio di dare risposte serie e permanenti.

Questa è la scommessa e l’azzardo che probabilmente vale la pena di correre. Certo, il rischio di bruciarsi c’è, ma è altrettanto rischioso lasciarsi superare e schiacciare dal lento trascorrere del tempo che inesorabilmente gioca a favore di chi vuol conservare.

L’unica vera spiegazione sarà solo fare: fare bene, fare in tempi rapidi, fare per tempi lunghi. In caso contrario, sarà l’ennesimo regalo che abbiamo fatto alle destre.

Gianpietro Donini

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