Governare? No, comandare! E’ questo il nuovo alibi della giunta.

altan2L’alibi è quella cosa che serve a ripararti dalle responsabilità, una sorta di ombrello che viene usato per salvarsi dalle situazioni imbarazzanti. I nostri attuali amministratori sanno bene come funziona il meccanismo, e ad ogni critica hanno sempre sfoderato il solito ritornello: non è colpa nostra ma del “buco” ereditato. Dopo ormai 3 anni però la litania è diventata inservibile e bisogna trovarne una nuova. A dire il vero il trucchetto non ha mai incantato chi era al corrente dei fatti (2,9 milioni di entrate “extra” superano 2,5 milioni di uscite “extra”, è pura matematica. Il buco da 4 o da 9 milioni era pura invenzione). Ciononostante in tanti ci erano cascati in buona fede.

Ora che l’acqua è ormai passata sotto i ponti le domande si fanno più pressanti: come mai Bagnolo è così trasandata? Come mai paghiamo 3,3 milioni di IMU/addizionale Irpef invece di 1,7 milioni come nel 2011 quando già amministravano Pdl e Lega? Come mai il sistema informatico del comune funziona a singhiozzo e blocca gli uffici? Come mai a Bagnolo la Tares è così sballata mentre in altri comuni bresciani non è così? Come mai l’ordinanza sulla viabilità, annunciata e sbandierata non è mai partita? Come mai si è introdotto frettolosamente il porta a porta senza consultare o almeno informare adeguatamente i cittadini? Come mai la bretellina a sud di Bagnolo non è partita nemmeno con l’attuale giunta comunale “amica”? Come mai si fa fatica ad individuare un solo aspetto della vita amministrativa nel quale ci siano stati dei miglioramenti?

Ora che il primo alibi è diventato stantio la maggioranza PDL-Lega ne ha confezionato prontamente  un altro. Per non rispondere ci spiegano che siccome hanno vinto le elezioni sono loro a dover comandare. Ma in democrazia non si comanda, si governa. Ed è un’altra cosa. Comandare allude ad una degenerazione, un autoritarismo, come se l’aver vinto le elezioni esentasse l’amministratore dal dover spiegare le sue ragioni ed i suoi obiettivi di fronte ai cittadini. Ogni maggioranza è legittimata a compiere le sue scelte ma benché siano lecite non è detto che siano anche sagge o buone. Ci sono decisioni che possono essere perfette dal punto di vista formale ma che sono dannose o ingiuste nell’opinione dei cittadini.

Discutere le scelte della giunta non significa mettere in discussione tutte le volte il risultato elettorale: quello è ormai alle spalle. In verità le elezioni non servono per designare una dittatura quinquennale, ma per individuare chi amministrerà un comune governando, non comandando. In democrazia rimane sempre il dovere di spiegare le proprie scelte e di ascoltare anche chi non la pensa come te. Per questo esistono i consigli comunali, le commissioni, le giunte e non dovrebbero esistere i… cortigiani, quelli che ti devono dare sempre ragione. Altrimenti si ritorna alla monarchia ed al reato di lesa maestà. Beh, ascoltando le repliche stizzite del sindaco si direbbe proprio che reagisce alle domande come se fosse messa in discussione la lesa maestà. In realtà questo atteggiamento altro non è che un paravento per nascondere la debolezza dei propri argomenti.

Esaurito l’alibi vecchio eccone pronto uno nuovo: la lesa maestà di chi si sente in diritto di comandare.

Stefano Godizzi
Consigliere Comunale Lista Civica Donini Sindaco

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Un commento

  1. Cristina Piovanelli · · Rispondi

    Condivido in tutti sensi i contenuti della lettera “GOVERNARE? NO, COMANDARE! E’ QUESTO IL NUOVO ALIBI DELLA GIUNTA” a firma Stefano Godizzi sulla pagina web del Circolo PD di Bagnolo. La mia non è una questione di appartenenza politica a sinistra o a destra, ma di principio, come quello sancito dalla Costituzione Italiana:
    art. 1 La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione

    Non ho ricordo di amministrazioni con esercizio delle funzioni con l’autorità dominante, assolutistica e arbitraria paragonabili a quella attuale.
    Tutti i giorni abbiamo esempi di comportamenti riprovevoli attuati con nonchalance dai nostri “rappresentanti” istituzionali locali.
    Personalmente, sono al limite della sopportazione, ma ringrazio l’attuale giunta, perché mi ha dato la possibilità di non avere titubanze la prossima volta che mi troverò a votare.
    Nel frattempo mi metto in stand-by :
    Sindaco NON sei più il MIO SINDACO!

    Cristina Piovanelli

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