Consiglio Comunale del 16 aprile 2014 – Ordinaria cattiva amministrazione

filandaMercoledì 16 aprile 2014 si è tenuta una seduta ordinaria del Consiglio Comunale. Ecco com’è andata:

LE NOSTRE INTERPELLANZE

  • Interpellanza in merito al ritardo nella pubblicazione di determine e di delibere di Giunta sul sito del Comune (clicca per visualizzarla)

Abbiamo notato come, nonostante il Piano Triennale “Trasparenza e Integrità” adottato dalla Giunta in data 29/01/2014 vincoli il Comune a pubblicare entro 15 giorni gli atti più significativi dell’attività amministrativa comunale (delibere e determine di Giunta), la pubblicazione di tali documenti avvenga spesso ben oltre il termine prestabilito. La risposta del Sindaco è stata incompleta e lacunosa: da una parte ha addossato parte della responsabilità ai responsabili amministrativi “colmi di lavoro” (in altri Comuni in cui la pubblicazione è tempestiva evidentemente gli impiegati hanno meno da fare), dall’altra ha sottolineato come il fenomeno sia ristretto agli atti da noi citati (ma basta consultare il sito del Comune per capire che non è così), sino ad affermare che, dopo la deliberazione, ovvero l’atto esecutivo che le rende valide ed immediatamente eseguibili, delibere e determine necessitano di un periodo di integrazione, adeguamento e modifica. Le delibere di Giunta, tuttavia, salvo la Giunta dichiari l’immediata eseguibilità, di norma diventano eseguibili dopo dieci giorni dalla pubblicazione: i tempi non tornano.

  • Interpellanza in merito nomina responsabile della prevenzione della corruzione e responsabile della trasparenza (Delibera di Giunta n. 94/2013) (clicca per visualizzarla)

Con la delibera di Giunta 94/2013 il ruolo di Responsabile della prevenzione della corruzione e Responsabile della trasparenza è stato trasferito dal Segretario Comunale al Responsabile del Settore Finanziario. Il Sindaco ha motivato tale provvedimento sollevando un possibile conflitto di interesse, dato che il Segretario Comunale ha la funzione di responsabile per l’ufficio per i procedimenti disciplinari. Tuttavia, a nostro parere, per evitare un conflitto di interessi, passateci il termine, trascurabile, la Giunta ne ha creato uno potenzialmente maggiore, nominando il funzionario che in buona sostanza si occupa degli appalti; in tale maniera le figure del controllore e del controllato si trovano a coincidere, con tutte le possibili controindicazioni del caso. Inoltre, nella circolare ministeriale citata nella delibera di giunta si afferma testualmente che “per quanto riguarda gli Enti Locali […] il responsabile è individuato, di norma, nella figura del Segretario Comunale, salvo diversa e motivata determinazione”.

  • Interpellanza in merito delibera di Giunta riguardante la modernizzazionedel sistema informatico (n.213/2013) (clicca per visualizzarla)

Con tale delibera la Giunta di fatto va ad indicare al funzionario comunale la modalità di appalto, determinando nell’oggetto della delibera lo specifico articolo a cui fare riferimento per il procedimento; inoltre dubitiamo sussistano le condizioni per l’applicazione della norma specificata. Ci sono numerose aziende in Italia che si occupano di servizi informatici per gli enti pubblici, e la natura tecnica del servizio, a nostro avviso, non è tale da giustificare il ricorso a tale normativa.

  • Interpellanza in merito alla gestione dei rapporti fra Amministrazione comunale di Bagnolo Mella e Amministrazione provinciale di Brescia in merito alla richiesta di parere/nulla-osta riguardante l’ordinanza generale n. 92 del 22 agosto “modifica sperimentale della viabilità in territorio di Bagnolo Mella” (clicca per visualizzarla)
Quattro domande chiare, specifiche, stringenti per avere una spiegazione convincente e dunque una rassicurazione su come il Sindaco voglia risolvere il problema della viabilità bagnolese. Nessuna risposta hanno avuto le quattro domande, nessuna garanzia suffragata da atti ufficiali se non la volontà di proseguire ad ogni costo. Proseguire anche se il documento della Provincia, reso disponibile ai consiglieri con molto ritardo dal suo arrivo in Comune, mette a nudo il fallimento del progetto del Sindaco: l’ordinanza così com’è non si può applicare.

Altri amministratori per anni hanno cercato di mettere la Provincia di fronte al proprio dovere: onorare gli impegni sottoscritti col Comune. Oggi la Provincia dice che per fare ciò che il Sindaco tanto vuole, dobbiamo mantenere il traffico pesante dentro Bagnolo. Continueremo a operare perchè questo non avvenga, perchè via Gramsci deve essere fatta rinascere e contemporaneamente perchè Bagnolo abbia una viabilità alternativa che consenta di vivere in sicurezza e salute sia in via Gramsci, sia in ogni altra strada interna al nostro paese, come già approvato nel piano di governo del territorio.

GLI ORDINI DEL GIORNO

Punto n. 1 all’ordine del giorno: Approvazione del progetto richiesto dalla ditta “M.T.M.. srl” comportante la variante al piano di governo del territorio ai sensi dell’art. 8 del d.P.R. n. 160/2010 finalizzato alla “Realizzazione di un capannone artigianale contiguo a struttura aziendale esistente in variante al PGT” tramite procedura SUAP.

La maggioranza per voce del Sindaco (il consigliere Losio delegato per la materia era assente) ha illustrato sbrigativamente il punto derubricandolo a mero passaggio formale relativo all’approvazione (con variante al Piano di Governo del Territorio) dell’ampliamento di un insediamento artigianale esistente all’interno del Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP) “La Fontana” di via La Pira ripercorrendo l’iter del procedimento.

La Lista Civica “Donini Sindaco” ha rilevato che, come al solito, l’argomento è approdato in Consiglio senza che fosse stato preventivamente esaminato dalla Commissione Consigliare competente (Territorio e ed Ambiente) e senza acquisirne il previsto parere, secondo una consuetudine che si ripete ormai dall’inizio del mandato di questa Amministrazione ed in spregio al regolamento che disciplina il funzionamento del Consiglio.

E’ stato evidenziato che, a dispetto della procedura utilizzata (lo Sportello Unico per le Attività Produttive-SUAP che è lo strumento di semplificazione per accelerare l’insediamento e lo sviluppo delle attività produttive) l’iter di approvazione è durato ben 2 anni e 5 mesi (dal 7.11.2011 al 16.04.2014, alla faccia dei principi di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa!).

Ciò soprattutto perché la Giunta (e sarebbe stato interessante sapere perché) ha avviato il relativo procedimento solo dopo un anno e mezzo dalla presentazione della domanda avvenuta in data 06.05.2013 (d.G.C. n. 63/2013).

Abbiamo inoltre (inascoltati) posto il problema che l’approvazione del progetto non è stata preceduta da un minimo di riflessione sull’impatto che una modifica del genere (che, ricordiamo è anche modifica delle regole del PGT!) può avere rispetto alle regole a suo tempo previste per il PIP che (ricordiamolo) è uno strumento di iniziativa pubblica che ha permesso l’insediamento (a costi inferiori a quelli del libero mercato) di molte realtà artigianali bagnolesi.

Il dibattito, lato maggioranza, è stato praticamente inesistente se si esclude un breve intervento durante il quale l’Assessore Sturla dopo aver tacciato di puerilità le nostre osservazioni, si è scagliato contro il moloch burocratico che uccide le aziende con lo stillicidio dei suoi tempi, senza considerare che se questo procedimento è durato 2 anni e 5 mesi è perché la sua Giunta lo ha avviato solo 1 anno e 6 mesi dopo la presentazione della domanda!


TIRIAMO LE SOMME

  • Nella dichiarazione di voto abbiamo inteso sottolineare alcuni aspetti che caratterizzano a nostro parere l’azione di questa Amministrazione. Ancora una volta siamo stati costretti a non partecipare al voto. Ancora una volta siamo costretti a prendere atto che su vicende importanti per Bagnolo (in questo caso favorire l’attività imprenditoriale e la produzione di ricchezza per la nostra comunità) l’operato superficiale del Sindaco non permette l’espressione di un voto che poteva essere unanimemente favorevole.
  • Le interpellanze presentate in Consiglio Comunale devono avere risposta da parte degli interpellati (gli amministratori) e non da parte dei funzionari che hanno l’importante compito di supporto tecnico; nelle risposte, a maggior ragione se sono i funzionari a formularle, non ci devono essere giudizi su quanto richiesto, sul come è stato richiesto, sul perché è stato richiesto (legittimi se la risposta fosse dell’ amministratore).
  • Ad ogni Consigliere Comunale deve essere consentito l’accesso agli atti perchè possa esercitare la legittima funzione di controllo e conoscenza. Questa sottolineatura è necessaria per capire quanto l’attuale Amministrazione stia confondendo e pericolosamente sovrapponendo i ruoli di chi dà l’indirizzo politico e di chi deve poi concretizzare tali indirizzi.

I Consiglieri Comunali della Lista Civica “Donini Sindaco”

 

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