Sotto la loggetta: due mesi di silenzio, tre anni di gestione autoritaria

loggettaUna giornalista ci ha inviato il suo resoconto, parzialmente pubblicato su un quotidiano locale, della serata del 18 luglio. Buona lettura.

“Affollata assemblea pubblica, giovedì sera, organizzata dalla sezione locale del Pd insieme alla lista civica “Donini sindaco” all’opposizione. Un’assemblea preannunciata con volantinaggio da una decina di giorni, in un primo tempo centrata sui “50 giorni di imbarazzante silenzio” della giunta dal momento della revoca dell’assessorato a Guido Rossini; in un secondo tempo, dopo il consiglio comunale della scorsa settimana, su le “vere ragioni imbarazzanti della crisi”, orientati verso una considerazione conclusiva: due mesi di silenzio e tre anni di gestione autoritaria.

Così, almeno, si è letto in sintesi, nei vari ciclostilati distribuiti prima e durante l’assemblea, quarta dallo scorso autunno a seguito dell’ordinanza dello scorso agosto che metteva in campo interventi di modifica viabilistica a Bagnolo. L’assemblea di giovedì sera, però, aveva l’obiettivo di focalizzare l’attenzione soprattutto sulla revoca dell’assessorato a Guido Rossini, presente all’incontro.

Introdotti dal capogruppo Gianpietro Donini, che a un anno dalla scomparsa faceva memoria del segretario di sezione Giancarlo Micheli, sottolineati alcuni passaggi positivi della giunta Almici – l’attenzione alle finanze, la farmacia comunale, la raccolta differenziata-, ci si spostava a denunciare una situazione di “democrazia sospesa” caratterizzata da comportamenti di arroganza, autoreferenzialità e rifiuto del confronto: a Rossini, il merito di aver tenuto la schiena dritta!

Dunque, la parola a Guido Rossini che a braccio ha rimarcato quanto già detto in consiglio comunale della scorsa settimana.

Rossini richiamava lo svuotamento personale degli ultimi mesi rispetto al suo impegno politico ed amministrativo, aggiungendo di aver accolta come liberatoria la decisione di revoca del suo assessorato. Parlava anche delle deleghe a lui assegnate in linea con le propri competenze tecniche, e di come spesso non si fosse trovato nella condizione di poter agire secondo criteri di legalità e di correttezza, tanto che “lavorare nella giunta gli era divenuto un peso insopportabile”. E, poi, il richiamo all’opportunità del confronto, in democrazia e le sue personali scuse alla cittadinanza perché “la maggioranza non ha dato quello che ci si aspettava”. Prendeva quindi la parola il consigliere Renato Ferrari che, come poi il segretario di sezione Erminio Forzanini, lamentava il fatto che ai consiglieri non è data la possibilità di fare il proprio lavoro, vista le risposte evasive della giunta a precise questioni e la difficoltà di poter accedere ai documenti richiesti. In quanto, infine, alla viabilità, “la modifica della quale non era mai stata discussa in giunta, in consiglio, in commissione e tantomeno sottoposta a un dibattito pubblico”, secondo le dichiarazioni di Rossini riprese da Ferrari, visto il posizionamento recente di una cartellonistica per ora oscurata, si vorrebbe sapere cosa c’è nell’intenzione prossima della giunta: senza informazione di parte!

Lina Agnelli

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