Un giorno storico, via libera ai primi decreti attuativi del Jobs Act

pd_renziMalgrado un percorso che si sta rivelando difficile ed articolato, portato avanti a colpi di maggioranza, di fronte ad aule Parlamentari vuote, indipendentemente dall’essere o meno d’accordo in pieno o in parte con quanto si sta facendo una cosa non si può negare, e cioè che il governo Renzi sta andando avanti con l’agenda dei programmi promessi, cosa non da poco per le abitudini dei nostri governi precedenti. Forse è già un successo, sarà poi il tempo a dirci se e quanto influirà sulla nostra economia, sulla ripresa del lavoro, se finalmente si sta passando non più a far la guerra ai precari bensì a far la guerra al precariato. Speriamo che sia questo il giorno atteso da una intera generazione, quello in cui l’alibi delle paure ad assumere cessi per tante aziende. E’ una svolta importante economicamente, ma che soprattutto spinge verso una nuova cultura economica e del mondo del lavoro in Italia.

Ecco quelle che sono le Misure principali contenute nei Decreti:

LICENZIAMENTI

  • Economici: regola generale per i nuovi assunti è la indennità crescente in base alla anzianità di servizio con tetto a 24 mensilità. Non è piu’ previsto il reintegro
  • Disciplinari: il reintegro qui è previsto solo in un caso, ovvero quando il fatto contestato al lavoratore risulta essere insussistente
  • Collettivi: vengono recepite le nuove regole anche ai licenziamenti di almeno cinque dipendenti, nell’arco di 120 giorni

AMMORTIZZATORI SOCIALI

Arriva da maggio il nuovo ammortizzatore sociale NASPI (nuova assicurazione sociale per l’impiego) che prende il posto delle vecchie ASPI e mini-ASPI, arriverà ad un massimo di 1300 € ed avrà durata di 2 anni. Tale tutela si applicherà in caso di disoccupazione involontaria dal 1 maggio a condizione che il lavoratore abbia almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 18 giorni di lavoro effettivi nell’ultimo anno. Arriva infine l’ASDI, assegno di disoccupazione che verrà riconosciuto a chi scaduta la NASPI non ha trovato impiego e versa in condizioni di necessità e per un periodo di 6 mesi.

DISCIPLINA DELLE COLLABORAZIONI

Addio ai co.co.pro, il dlgs sul riordino dei contratti esclude la attivazione di nuovi contratti di collaborazione a progetto

CONTRATTI A TERMINE Fermo restando che il tetto di tali contratti resta a 36 mesi, il numero complessivo potrà superare, previo accordo aziendale, il tetto del 20 % del numero di lavoratori a tempo indeterminato.

Ora possiamo dire che le nuove regole ci sono, sicuramente preso atto del potenziale di questa riforma, ci sarà da affrontare l’altro tema del riequilibrio competitivo del lavoro italiano e cioè quello del cuneo fiscale, per poter rendere più competitive le imprese italiane soprattutto verso l’estero. Altro problema sarà quella della dote di fondi pubblici essenziali per la gestione dei vari incentivi previsti, sia per le varie forme di decontribuzione, sia per le misure di assistenza per chi perde lavoro. Dunque è chiaro che questa del lavoro è una grossa partita che poi sconfina nei campi limitrofi ma interdipendenti della politica fiscale da una parte, e degli ammortizzatori sociali e di previdenza dall’altra. Finita una partita si aprono altri scenari. Ma pur sempre da qualcosa si doveva partire.

Onofrio Procaccio
Coordinamento PD Bagnolo Mella

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Un commento

  1. gianpietro donini · · Rispondi

    concordo con onofrio che da qualcosa si deve partire
    la speranza è che, col contributo di tutt,i si riesca a correggere quanto di distorto c’è nel nostrosistema economico
    troppe persone che invece di intraprendere e reinvestire nel lavoro preferiscono improvvisarsi speculatori
    la debolezza è nel sistema produzione consumo che comunque sembra essere una inesorabile maledizione da cui non si può uscire
    provare a pensare che magari non pretendendo di consumare e ma semplicemente limitandosi di fare buon uso di ciò che è essenziale si riesce a avere uno stile di vita più sobrio, un controllo delle risore più giusto, un recupero del piacere di produrre prodotti di alta qualità e di usarne convinti dell’utilità e non prechè spinti da pubblicità e voglia di consumo
    potremmo avere più giustizia,più qualità di vita,più beni per tutti,un ambiente più sano e protetto,una più diffusa ricchezza (o una minor ricchezza di pochi e maggior benessere per molti)
    spero che sia una partenza,spero che i metodi sbrigativi non modifichino la nostra democrazia parlamentare
    credo per altro che questa tentazione più che autoritaria,efficientistica, sia agevolata dalla passivita dei molti che hanno decisop di starsene fuori,criticare o peggio disinteressarsi: il potere fa ciò che gli si permette
    la democrazia penso sia direttamente proporzionaòle a quanto le persone fanno circolare le idee e condividono i ragionamenti fino a farli arrivare ai rappresentanti delegati dal voto dei cittadini per trasformare idee e pensieri in azioni e leggi.
    la fretta è una pessima consigliera, ma continuando a ragionare senza concretezza si ottiene solo di restare fermi o meglio di permettere a chi ha da sempre il potere di rafforzarsi ancor di più
    non è infatti un caso che grazie alla crisi i potenti abbiano di più e la condizione e il numero degli impoveriti aumenti
    ora la legge c’è,ora gli alibi sono annullati,
    vigliamo e diamoci da fare perchè ci sia lavoro dignitoso per condizioni e remunerazione.

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