LE SORTI DEL “FASANI”

Su sollecitazione del membro del Direttivo Stefano Godizi provvedo a pubblicare la lettera al Direttore del Giornale di Brescia da lui scritta e pubblicata sulle sorti del “Fasani”.

Un ringraziamento a Stefano e buona lettura a tutti.

Il Segretario di Circolo
Erminio Forzanini

“Egregio Signor Direttore,
Le scrivo per una questione che, se non fosse seria, potrebbe ispirare una commedia brillante. La vicenda (serissima) riguarda le sorti del Fasani, la scuola dell’infanzia che dal 1896 rappresenta per Bagnolo un importante punto di riferimento. Quattro anni fa, come un fulmine a ciel sereno, il sindaco annunciò che l’asilo doveva restituire 61.000 euro al comune perché gli erano stati pagati “in più” (quando? Da chi? Domande rimaste senza risposta). Una volta incassati questi soldi, che il comune non sapeva dove mettere tanto da inventarsi un nuovo capitolo di bilancio, scattò l’operazione salvataggio. Fu dichiarato che la scuola dell’infanzia era in crisi ed il comune gli restituì i 61.000 euro con lo slogan “Ho salvato il Fasani”. Sembrava di assistere ad una scenetta degna di Totò e Peppino De Filippo. Ma c’è di più: in un impeto di generosità l’amministrazione comunale erogò 50.000 euro di “contributo straordinario” per sostenere le attività della Fondazione Fasani. Roba da spellarsi le mani per gli applausi, però…in realtà il bilancio dell’asilo parlava chiaro: il comune doveva dare 76.000 euro alla scuola per cui tolti e messi i 61.000 euro e presi i 50.000 al posto dei 76.000 la scuola dell’infanzia ci rimetteva 26.000 euro. Da qui lo sconto con l’ADASM, associazione che curava gli interessi della Fondazione, rea di non aver avallato l’operazione corsara, frutto di cotanta finanza “creativa”. In fondo è facile cambiare: se il tuo consulente non ti dà ragione lo cambi con un altro che te la dà! Gli anni a seguire sono andati sempre peggio, tanto che il comune dichiara spensieratamente di aver tagliato 90.000 euro annui di contributi e che la Fondazione Fasani presenta un passivo patrimoniale (leggasi: buco) di euro 179.000. Però non c’è da preoccuparsi perché l’amministrazione comunale ha annunicato sul Giornale di Brescia che userà il bazooka contabile-finanziario: la rivalutazione dell’immobile per 660.000 euro. Come se fornitori e dipendenti potessero essere pagati con i mattoni dell’asilo! Come si garantisce il futuro ad una scuola che, a forza di finanza creativa, si trova il bilancio con più buchi di un emmenthal? Il nocciolo della questione è questo: se crolla il Fasani saltano tutti i servizi all’infanzia sotto i 3 anni, saltano le flessibilità costituite dagli anticipi e posticipi orari, ecc… Si è passati da un periodo in cui la scuola ampliava servizi ed ambienti ad un’epoca di tagli, malumori, abbandoni e crisi finanziaria. E’ mai possibile che i servizi alle famiglie ed ai bambini abbiano così scarsa considerazione? Per mesi la cronaca politica locale si è occupata di profughi che nessuno ha visto, di tangenziali che nessuno ha visto e delle solite frivole polemiche su facebook. Per le famiglie basta solo una conferenza e le foto su facebook? E’ un po’ poco. Se la comunità bagnolese non sarà capace di una reazione la Fondazione Fasani, fiore all’occhiello delle passate gestioni amministrative, ha il destino segnato. Totò e Peppino facevano ridere, ma la crisi della “nostra” scuola dell’infanzia non ci fa ridere. Per niente.

Stefano Godizzi”

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